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Meditazione Taoista
Lezioni di Meditazione Taoista

stampa montagna cineseMolti di noi credono che la meditazione sia una pratica riservata a pochi e erroneamente pensano che questa pratica richieda delle privazioni e comporti qualche forma strana di esercizio da eseguire in posizioni scomode, se non addirittura ridicole. Pertanto, chi medita viene visto dalla maggior parte degli individui come una persona strana o nel migliore dei casi una persona fuori dalla norma che per qualche strana ragione decide di restare immobile, mentre tutto attorno a lui fluisce e cambia. Chi medita in questi

casi può essere additato come un pazzo e persino perseguitato in maniera più o meno subdola. Non si capisce la direzione del suo agire, il suo atteggiamento immobile di ascolto, la sua filosofia di vita, le sue abitudini oppure semplicemente si ritiene che meditare sia noioso e poco produttivo soltanto perché in apparenza non sono i muscoli a muoversi. Così quelle persone dopo aver giudicato e deriso, si allontanano.

Esistono molteplici tipologie di meditazione, diversi obiettivi e differenti risultati. Iniziamo col dire che meditare può sembrare difficile, perché in realtà è estremamente semplice. Sono solito dire che anche chi pratica body building non è in grado di sollevare 100 kg su panca orizzontale già dalla prima lezione o chi inizia a correre difficilmente potrà già dal primo giorno fare un’ora di corsa senza fermarsi. Col tempo, però, i risultati arrivano, anche se non tutti riescono nello stesso modo.

stampa cinese di un saggio che meditaForse, ma questa è una mia opinione personale ci sono dei limiti fisici, così come esistono dei limiti spirituali e mentali. Perché è difficile meditare? L’atto del meditare di per sé non è difficile. Si può meditare seduti su una sedia, sdraiati sul letto, in piedi o nella tipica posizione del loto o del semiloto.

La difficoltà risiede nell’assumere il corretto atteggiamento mentale (nel cedere, nello svuotare la mente e il corpo dai pensieri e dalle emozioni negative, nel non trattenere nulla, nel non appropriarsi di nulla e soprattutto nel non avere paura di nulla) e bisogna che questo avvenga senza sforzi, senza costrizioni, in modo naturale e sereno.

Meditare a questo punto può significare restare in silenzio, volgere i sensi all’interno, respirare senza meta e progetto, essere spettatori di se stessi e di tutto l’universo senza osare e senza interferire. Prima di qualsiasi azione occorre scomparire a se stessi, alla propria mente, al proprio corpo fino a confondersi con l’universo.

Una volta che si avrà questo atteggiamento nel cuore e che per conseguirlo saranno sufficienti uno o due atti respiratori, con lo stesso atteggiamento di naturalezza e di immacolata innocenza si potrà progredire nelle tecniche, per quanto sia sufficiente anche solo respirare e lasciare che tutto si compia da sé.

La via del Tao è la semplicità, è riappropriarsi di ciò che sapevamo in principio quando eravamo ancora nel ventre materno e ogni cosa si realizzava da sé senza far niente, dovevamo soltanto essere.